FerZan ha scritto:...
mi hai fatto commuovere
Le crystal balls, che si formavano soffiando in cannucce su pezzi di gomma nauseabonda, creando coloratisime bolle trasparenti che puntualmente rompevano i vasi di casa... io, dopo anni di astinenza, l'anno scorso le ho ritrovate e me le sono ricomprate!!
Il pallone di spugna... che perché era di spugna presumevo facesse meno danni: ci ho distrutto casa!
Il catch, altro che le fesserie del wrestling moderno: gli incontri duravano anche mezz'ora, erano pieni di tecnica e agonismo.
Il cubo di Rubik: 43 miliardi di miliardi di possibili combinazioni, e una sola che portava al risultato, e mentre per molti l'unica soluzione possibile era quella di staccare i quadratini colorati e attaccarli dove serviva, ai campionati mondiali c'era chi lo completava in meno di 30 secondi!
Il super tele, venduto nell'immancabile cordicella tagliadita a 500 lire, inutilizzabile negli spazi aperti e nei giorni di vento per le traiettorie impossibili che assumeva!
Le sorprese del Mulino Bianco: queste scatoline a forma di contenitori di fiammiferi svedesi contenevano piccoli giochi, rompicapo, a volte carte da gioco, puzzle, segnalini e tabelloni per giochi tipo quello dell'oca, e centinaia di altri piccoli passatempi.
Il Vic 20 e il Commodore 64, con i giochi che andavano caricati sulla memoria a cassette magnetiche esterna, e i quasi inevitabili problemi di caricamento ("load error").
La BMX: la bici del bimbo di ET.
Gli adesivi del Camel Trophy... che per me che facevo la collezione di adesivi erano una manna!
La Polaroid: la magia di ottenere una foto immediata, dopo il classico sventolio che accelerava il processo di sviluppo!
Le figurine... cosa che io tutt'ora adoro. Solo che all'epoca costavano 100 lire a bustina. Ora qualche euro credo
I regali del Nesquik, dispensatore di fantastici regali, sempre interrati (o incioccolati?) in una bustina nel fondo del contenitore di plastica.
Le sorprese delle patatine: le patatine non si compravano per il contenuto alimentare, ma per i piccoli regali che contenevano!
I pastelli Giotto, con la storia del pittore e della sua famosa "O" sul retro delle scatole.
La sigla dell'Eurovisione, in un'epoca in cui c'erano solo 2 canali in TV, aveva veramente un qualcosa di mistico, che quasi incuteva soggezione!